La chiesa Santa Maria Assunta in Ceranesi
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facciata_nuova_1La più antica memoria scritta di questa Chiesa pievana si trova nel "decreto de Guardia Civitatis" del 1128, ove tre pievi sono indicate: " homines de Langasco et de Celanexi et de S. Cipriano per unamquamque plebem debent dare..." e già la troviamo dedicata all'Assunta. Insigni studiosi di storia, come Lazzaro De Simoni, ne collocano la data di fondazione addirittura intorno al V secolo, proprio all'epoca della formazione delle prime Pievi.
La chiesa dell'Assunta impose da subito la sua autoritaria presenza accentrando su di sé l'attenzione della gente dei dintorni. Una prova indiretta ma eloquente circa tale stato di cose, è quella che parla dell'esistenza di un valido campanile fin dal tempo più lontano, negli anni a cavallo fra il XII e il XIII secolo; evidentemente il richiamo di quella sede religiosa era rivolto a molti fedeli sparsi su una gran fetta di territorio. Il primo ecclesiastico che troviamo nominato è l'Arciprete Girardo, menzionato su una lapide murata alla base del campanile, recante la data 1209. In atti del notaio Pietro Ruffo, del 21 luglio 1252, troviamo citato come teste il Sac. Vivaldo, Arciprete di Ceranesi.

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Circa la forma fisica della chiesa pievana dobbiamo dire che anch'essa ricalcava pienamente le sue origini remote: limitata nelle dimensioni, era a forma di quadrilatero in puro stile romanico. Parti di questa architettura sono state riportate alle origini ed evidenziate durante i restauri del 1938.
La prima grande opera di rinnovamento si ebbe alla fine del XVI secolo, epoca in cui la chiesa venne portata alle dimensioni attuali. Ad occuparsi dell'andamento finanziario di questo luogo di culto fu soprattutto una famiglia benestante, quella dei Ghizolfi, che abitava nelle vicinanze della stessa chiesa e, come affermano le testimonianze del tempo, "...arrivavano alla Messa a cavallo e con le collane d'oro al collo...". Una targa murata sulla parete esterna della chiesa rimase a lungo a testimoniare la generosità di quella famiglia, ma poi, per qualche oscuro motivo, forse per contrasti interni, venne tolta.Per poter realizzare questo rinnovamento ed ingrandimento la chiesa venne chiesa_ceranesi_nottecapovolta, ricavando in quella che era l'abside maggiore l'ingresso del nuovo fabbricato. Ancora oggi la prima cosa che cattura la nostra curiosità ed attenzione sono le tre absidi che si trovano in facciata, in stile romanico, totalmente diverse dallo stile della nuova chiesa. Anche presso la porta laterale, durante alcuni restauri, sono emerse pietre lavorate ed archetti.
Nel 1693 venne restaurato e rinforzato il campanile, come attesta ancora una lapide murata alla base dello stesso; esso conserva però, ancora ai nostri giorni, una vertiginosa inclinazione.
La guerra austriaca del 1747 passò pesantemente anche dalla chiesa dell'Assunta, seminando morte e distruzione; la chiesa fu saccheggiata, privata di molti arredi, di alcune tele preziose del Canepa e del Dellepiane, delle campane.
La ripresa avvenne poi con estrema difficoltà, con sacrificio; la chiesa tornò agli antichi splendori intorno al 1770. Con l'espandersi della popolazione si resero necessari ulteriori lavori; sulla fine del 1700 si aggiunsero le quattro cappelle laterali, si portò il campanile all'attuale altezza di 36 metri; nel 1837 si aggiunse una nuova sacrestia. Sulla fine del 1800 l'interno fu affrescato ed ornato dai pittori genovesi Scialleto e Berretta.
Nel 1889 è stato rifatto completamente il pavimento della Chiesa in marmo bardiglio e carrara, mentre quello antico del presbiterio, di pregiati marmi policromi, è ancora perfettamente conservato.
Nel 2006, a causa di preoccupanti cedimenti del pavimento, dopo indagini e verifiche, sono venute alla luce le antiche cripte funerarie, con volte di pietra, di epoca seicentesca, poste al di sotto di esso.
don_porcile_e_chirichettiL'ultimo grande lavoro è stato eseguito negli anni 1937 - 38, al tempo dell'Arciprete Dionisio Giovanni Porcile, consistito in un restauro generale e nell'innalzamento dell'attuale facciata ad opera dell'ing. Ugo Bossi.

Dal punto di vista artistico si segnalano soprattutto:
- le tre absidi medioevali in facciata
- il bellissimo altar maggiore, in marmo intarsiato, di epoca seicentesca (diaspro di Sicilia, nero del Belgio, broccatello di Spagna, verde di Polcevera, rosso di Francia, giallo di Siena) e il pavimento del presbiterio
- il pulpito marmoreo, dono degli emigranti di Ceranesi in America, della fine dell'800
- l'altorilievo in marmo, rappresentante la crocifissione, datato intorno al 1580, esposto recentemente alla mostra genovese "la Sacra Selva", al museo di S. Agostino
- una grande statua in marmo della Madonna del Rosario
- la quadreria: sull'altar maggiore l'Assunta, di Giovanni Battista Canepa, datata 1755; S. Antonio di Padova del grande pittore del ‘700 genovese Domenico Piola; il crocifisso e le anime purganti, di Francesco Campora del 1757; altre tele
- degni di nota anche gli arredi dell'Altare, gli apparati per le feste, i paramenti liturgici, il prezioso baldacchino per le processioni, l'argenteria liturgica

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per ulteriori notizie:

- Archivio storico parrocchiale dell'Arcipretura di Ceranesi
- P. Stringa, "La Valpolcevera", Genova 1980
- G. Cipollina, "Regesti di Val Polcevera", vol. I e II, Genova, 1932
- M. e A. Remondini, "Parrocchie dell'Archidiocesi di Genova", vol. XVII, Genova 1888
- M. Lamponi, "Paesi di Polcevera", Genova, 1980
- L. Alfonso, "Schede storiche dell'annuario dell'Arcidiocesi di Genova", Genova 1994
- D. Testino, M. Patrone, M. Rebora, "La Pieve di Ceranesi - Cronaca di un grande restauro", Genova 2009
- Tesi di laurea in Storia dell'Arte Medievale di Camilla Pasqui: "La Pieve di S. Maria di Ceranesi nel medioevo", Università degli studi di Genova, Anno Accademico 1994/95, relatore Prof. Colette Bozzo Dufour